Tempo di uccidere

Un solo, tragico, ipnotico, bellissimo romanzo. Tempo di uccidere, di Ennio Flaiano (Adelphi, Milano 2020), nasce così: nel dicembre del 1946, Leo Longanesi, che ha appena fondato la sua casa editrice, chiede a Ennio Flaiano di scrivere un romanzo. Entro marzo, perché c’è la prima edizione del Premio Strega e si tratta di partecipare. Il 1o marzo

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Cari professori, usate la grazia

Finalmente i ragazzi tornano a scuola. A gennaio le superiori riaprono con addosso gli occhi del mondo. E le attese del mondo. C’è chi si aspetta soprattutto che venga recuperato il “tempo perduto”. Una corsa da riprendere, dopo l’interruzione, doppia, della pandemia.  Possono essere i genitori più orientati al risultato, come si dice, che cercano

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piccoli maestri (d’umanità)

Si può non saperlo proprio fare, di essere eroi. Si può non avere nemmeno il coraggio, prima, si può appartenere alla classe sociale che ha dovuto conquistare con affanno il diritto di esistere o a quella che da generazioni nasce accomodata nei suoi privilegi. Si può essere iperconsapevoli, analizzare i dati, i fatti, la storia

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Alla fine è la parola

Questi sono giorni impensati e reclusi e, per contrasto con il confine dei muri che ci contengono, vengono in mente tutte le libertà e tutti i sogni che non avevamo il tempo di sognare quando le nostre notti erano brevissime fra il lavoro fuori, il lavoro di casa, un viaggio e ancora il lavoro il

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