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Lei

Cosa c’è di divino nell’essere giovane madre di un figlio arrivato per grazia o per caso, e poi sperare per lui una vita buona, abbastanza buona e insieme temere per lui con tutte le paure di tutte le madri, che non incontri il male, che non sia troppo speciale, che il mondo lo accolga o almeno lo lasci in pace. Vivere in pace.

È la storia umanissima di ogni madre ed è la storia di Maria raccontata in poesia, in pittura, in musica, nel vetro, nel ghiaccio immacolato, a punto croce, sulle volte delle cattedrali e sui selciati delle piazze, a chiacchierino e col tombolo. Qui parla Maria, Madre di Dio bambino, ma per ogni madre il suo bambino è Dio, vita che si consegna fragilissima e si promette eterna. Intorno a Maria uomini e donne che pensano di capire e poi gli angeli che fanno corona ma le loro ali non riescono a tenere lontano il gran male del mondo che si addensa in questo punto della terra in tutto simile a tanti altri punti della terra in cui in ogni tempo si è gridato “Uccidilo”. Quel che resta è un corpo rotto senza grazia, consegnato a una madre ancora giovane, anche lei simile a tante. Ma la fine non è scritta e i bambini nascono ogni giorno.

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Tempo di disobbedienza

Alcuni scritti hanno il dono di una limpida completezza. Anche se sono brevi (in questo caso, brevissimo) dicono tutto quello che di essenziale si può dire sull’argomento e chi viene dopo può solo approfondire, portare esempi, attualizzare, ma in qualche modo deve tornare a questi scritti come fondamento del proprio argomentare. Dei delitti e delle pene di

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ban zhao e il tempo del #metoo

Rileggere Ban Zhao nel tempo del #MeToo. O meglio, del #postMeToo, cioè di un tempo, arrivato talmente presto da autorizzare ogni tipo di sospetto, in cui gongolano di sollievo le voci della restaurazione rozzo-populista-qualunquista. La vita di Asia Argento non è stata quella della Bella addormentata dentro la teca di cristallo? Allora cada lei, chiunque a lei

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Piccola storia di scuola, presidi e reggenze

E’ vero che quando si scrive si scrive sempre un poco anche di sé. Stavolta tocca farlo un poco di più. Ieri ho chiamato in giudizio il MIUR e l’Ufficio scolastico regionale del Veneto. Faccio la preside, trovo che la scuola sia il luogo del dialogo per vocazione. A scuola si costruisce la pace sociale

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Primo giorno di scuola

Carissime ragazze e carissimi ragazzi, benvenuti. Voi arrivate a scuola e portate dentro le nostre aule il mondo. Tra voi c’è chi ha avuto una famiglia che lo ha potuto seguire e accompagnare, una casa che lo ha protetto e chi invece arriva dopo un viaggio che non sa raccontare, e qui trova una piccola

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