il chierico provvisorio

Virgilio Scapin è stato scrittore, libraio, gran maestro e priore della Venerabile confraternita del bacalà alla vicentina, fine e impertinente osservatore della sua città e della campagna che la circondava e che raccontava nei suoi libri con ironia divertita, senza malevolenza o giudizio. Alla storia bastava la sua messa in scena. Il chierico provvisorio (Longanesi, Milano 1983) racconta la

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lettera a D.

Tornare a innamorarsi della stessa persona che abbiamo avuto vicino per anni, dopo che i giorni fra loro uguali, l’ovvia naturalezza delle azioni ripetute, le distrazioni di una vita piena l’avevano resa invisibile senza che ce ne accorgessimo. Presente in ogni momento, non solo nella quotidianità delle cose trovate pronte, i cibi, i vestiti, pulita

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madre che asseconda la vita

La madre che muore ci porta con sé per tutta intera quella parte di lei che ci accompagnava ogni istante presente, o sullo sfondo, pensiero o soprassalto di emozione lontana. Nel racconto di Ferdinando Camon questo è un compito che, senza intenzione, come portato, si assume il padre, mentre i figli e i nipoti e i

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canto di Natale

È la vigilia di Natale, c’è la nebbia, è buio, fa freddo nel negozio, fa freddo nella strada ma il vero freddo è «il freddo che aveva dentro». «Gli gelava il viso, gli affilava il naso appuntito, gli raggrinziva le gote, ne induriva l’andatura, gli arrossava gli occhi, gli illividiva le labbra, si rivelava nella

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