Lei

Lei
IL NUOVO ROMANZO

Cosa c’è di divino nell’essere giovane madre di un figlio arrivato per grazia o per caso, e poi sperare per lui una vita buona, abbastanza buona e insieme temere per lui con tutte le paure di tutte le madri, che non incontri il male, che non sia troppo speciale, che il mondo lo accolga o almeno lo lasci in pace. Vivere in pace.

È la storia umanissima di ogni madre ed è la storia di Maria raccontata in poesia, in pittura, in musica, nel vetro, nel ghiaccio immacolato, a punto croce, sulle volte delle cattedrali e sui selciati delle piazze, a chiacchierino e col tombolo. Qui parla Maria, Madre di Dio bambino, ma per ogni madre il suo bambino è Dio, vita che si consegna fragilissima e si promette eterna. Intorno a Maria uomini e donne che pensano di capire e poi gli angeli che fanno corona ma le loro ali non riescono a tenere lontano il gran male del mondo che si addensa in questo punto della terra in tutto simile a tanti altri punti della terra in cui in ogni tempo si è gridato “Uccidilo”. Quel che resta è un corpo rotto senza grazia, consegnato a una madre ancora giovane, anche lei simile a tante. Ma la fine non è scritta e i bambini nascono ogni giorno.

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2 Commenti

  • Don Giuseppe Pitarresi

    5 febbraio 2018 at 15:44 Rispondi

    Ho appena finito di leggere, quasi d’un soffio, il suo bellissimo romanzo, «Lei», che mi è stato regalato, e non posso fare a meno di esprimere non solo i miei apprezzamenti ma soprattutto la mia gratitudine per questa stupenda immagine di Maria che Lei, con raffinato e delicato linguaggio poetico, ha voluto regalarci.
    Solo una donna, con la sua grazia femminile e la sua fine sensibilità poetica, poteva ricostruire i sentimenti, i pensieri e le ansie di Colei che è stata chiamata ad essere la Madre del Figlio di Dio.
    Mi ha fatto scoprire con rara delicatezza i momenti di una maternità singolare, l’amabile dolcezza e, ancor più, l’umana tenerezza della Vergine Maria in tutta la sua femminilità.
    L’azione dello Spirito Santo e della Grazia che ha operato mirabilmente in Maria, pur senza essere esplicitamente richiamata, Lei è riuscita a farla emergere delicatamente senza oleografici sentimentalismi o sdolcinati devozionismi.
    La Sua è opera di una laica credente che non vuol fare teologia, pur essendone capace, ma si limita a tratteggiare con mirabile arte la dimensione umana di una creatura eccezionale da Dio amata ed eletta come Madre del Verbo Incarnato. Lo fa da una posizione privilegiata: dal suo essere donna, intelligente, colta e dotata di una raffinata sensibilità poetica e una grande e fresca vena narrativa.
    Lei non solo ha mirabilmente descritto, ma ha quasi scolpito dal vivo scene personaggi e, soprattutto, i protagonisti: Maria, il Figlio e la figura di Giuseppe, che Lei riesce con tanto garbo grazia a far parlare.
    Chi le scrive è un sacerdote ultraottantenne e la ringrazia di cuore per quello che ha scritto.
    Cordialmente

    • mpv

      5 febbraio 2018 at 15:45 Rispondi

      Gentile don Giuseppe Pitarresi
      grazie per le parole restituite. Sono commossa e felice. E’ un romanzo e come tale si prende delle libertà, inventa i dialoghi e anche i fatti. Ma ho cercato davvero di seguire Lei mamma giovanissima, normale, resa speciale dal Figlio. E’ così per tutte le madri, in fondo.
      Grazie e un caro saluto.

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