In evidenza

una storia quasi perfetta

Una storia quasi perfetta, un romanzo sulla seduzione, l’ultimo libro di Mariapia Veladiano.
Quante volte può ricominciare la propria vita?
C’è una donna che l’ha già fatto una volta, ha conosciuto il malamore nel cerchio stretto del seduttore, ma è un’artista e sa la bellezza delle cose e la ritrova nei disegni opera delle sue mani. Un uomo la accompagna. Lei è un regalo e lui vuol farla volare, dice. Che il mondo sappia la sua arte. Può essere il ritratto di un amore perfetto oppure la storia infinitamente ripetuta del perverso e della sua vittima.
Il mondo intorno è immobile. E’ la provincia pessima della chiacchiera, che spiuma la verità e la sparge dai poggioli dei palazzi. Tutti a vedere. Tutti preparati a dire che si sapeva che sarebbe finita così. Ma l’inganno ha tante maschere e anche gli angeli a volte sanno tirar di fioretto e anche scherzare.

16 Commenti

quel salto tra paura e fiducia nel futuro

Il liceo è per sua natura una scuola che investe nel futuro. Il titolo di studio non è immediatamente “professionalizzante”, come si dice. Dopo bisogna pensare all’università. Per cui il dato del Miur che registra la crescita di iscrizioni nei licei può restituirci uno sguardo di fiducia nel mondo che verrà, ed è una buona

Nessun Commento

madre che asseconda la vita

La madre che muore ci porta con sé per tutta intera quella parte di lei che ci accompagnava ogni istante presente, o sullo sfondo, pensiero o soprassalto di emozione lontana. Nel racconto di Ferdinando Camon questo è un compito che, senza intenzione, come portato, si assume il padre, mentre i figli e i nipoti e i

Nessun Commento

chi ha paura del mondo cattivo

CHI HA paura del mondo cattivo? Il pomeriggio del secondo giorno di scuola il genitore di un bambino di prima elementare telefona al preside e gli dice: «Oggi sul pulmino un compagno di mio figlio lo ha spinto. Per questa volta le telefono, la prossima volta le mando gli avvocati». Alla fine di un Consiglio

Nessun Commento

se è l’adulto a fare il bullo tra i banchi

DEV’essere chiarissimo che valutare non ha niente a che vedere con il potere, mai. L’esercizio del potere gerarchico è intrinsecamente rischioso perché la prevaricazione e il sopruso sono spesso uno scivolare inconsapevole, favorito dai caratteri in gioco, dalla paura e anche, molto, da quella che con una certa approssimazione si può chiamare «l’aria che tira»,

Nessun Commento